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Un “fischio” contro la corruzione: EmiliAmbiente adotta il whistleblowing

arbitro

EmiliAmbiente rafforza i propri anticorpi contro la corruzione: a maggio 2018 il CdA dell’azienda ha adottato ufficialmente il cosidetto whistleblowing, in applicazione della legge 179/2017.

Di che si tratta? In inglese il whistleblower è, letteralmente “colui che soffia il fischietto”. L’arbitro che segnala il fallo, ad esempio, o un poliziotto che tenta di fermare un’azione illegale; ma anche – ed è questa l’accezione qui utilizzata – il dipendente che si rende conto che nella propria azienda sta avvenendo un illecito e lo segnala all’autorità.

La legge approvata a novembre 2017 dal Parlamento italiano prevede che le aziende pubbliche si dotino di una serie di procedure di tutela e salvaguardia di questa figura, cui deve essere garantita la possibilità di agire nell’interesse pubblico senza essere penalizzata: si stabilisce quindi che il segnalante “non può essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione”; la sua identità, inoltre, dovrà essere protetta in ogni contesto successivo e potrà essere rivelata solo nei casi espressamente previsti dalla legge.

Vengono infinte stabilite modalità precise per la segnalazione dell’illecito, che potrà essere compiuta al Responsabile per la Prevenzione della Corruzione dell’azienda, all’Autorità nazionale anticorruzione o ancora all’autorità giudiziaria ordinaria.

Le disposizioni adottate da EmiliAmbiente sul whistleblowing – oggetto in questi mesi di un’importante formazione interna di tutto il personale – sono state inserite nel Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e Trasparenza 2018-2020, approvato dal CdA dell’azienda lo scorso 17 maggio e consultabile sul sito www.emiliambiente.it nella sezione “Amministrazione Trasparente”.